martedì 12 gennaio 2016

La calunnia è un venticello…

Fraintendimenti e discredito sono le nuove armi dei creazionisti per combattere le idee di Darwin

Lo splendido film del 1960 dal titolo “E l’uomo creò Satana!”, interpretato da Spencer Tracy, Fredric March e Dick York, ripercorre una vicenda (Il “processo delle scimmie”) degli anni ’20 dello scorso secolo che vide protagonista John Thomas Scopes, un insegnante dello stato del Tennessee colpevole di aver violato il cosiddetto “Tennessee Butler Act”, una legge che proibiva l’insegnamento di qualunque teoria sull’origine dell’Uomo che non fosse conforme alla versione della creazione contenuta nella Genesi.

Complice il bianco e nero del film e la presenza di grandi attori che solo chi comincia ad avere i capelli bianchi conosce bene, viene spontaneo pensare che problemi del genere, negli Stati Uniti del terzo millennio, siano solo un ricordo lontano. Ma non è così.

lunedì 26 ottobre 2015

Albert Einstein ... sei nella lista!

Tra fallacie logiche e fragilità umane

Albert Einstein
Il tema dei rapporti tra la religione e la scienza è sempre vivo, soprattutto in tempi come questi nei quali il dibattito sul creazionismo esce dall’ambito americano e sbarca in Europa e in particolare in Italia: sono di recente memoria le polemiche infuriate sul convegno organizzato qualche anno fa dal vicepresidente del CNR dal titolo “Evoluzionismo, tramonto di un’ipotesi”. Un’invasione di campo, l’idea di un Dio creatore nella scienza, che ha già fatto sentire le sue conseguenze con alcuni tentativi di ridimensionamento dell’insegnamento dell’evoluzione biologica nelle scuole e che non tarderà a manifestare effetti ben più consistenti.
Ma quando si affrontano questioni legate a un ipotetico contrasto tra approccio religioso e approccio scientifico alla conoscenza del mondo che ci circonda, fa quasi sempre capolino una lista: l’elenco degli scienziati religiosi. Nelle intenzioni di chi afferma la compatibilità delle due visioni della realtà, l’estrazione di questo asso dalla manica dovrebbe chiudere ogni discussione, dimostrando l'inconsistenza delle tesi di chi sostiene l’opposto. Se esistono grandi scienziati che hanno detto e scritto di credere in Dio…

sabato 3 ottobre 2015

Ciarlatano!

Una parola, una città, una storia

Jan Miense Molenaer
Un ciarlatano col suo assistente
Tutti i giorni ci imbattiamo, attraverso la lettura di qualche periodico o la visione di alcune trasmissioni televisive, in imbonitori e imbroglioni di ogni specie, da chi ci promette vincite favolose in denaro a chi ci assicura dimagrimenti senza fatiche o, peggio, guarigioni rapide da mali incurabili.

Tutti i giorni si compiono centinaia di reati di circonvenzione d’incapace, truffa, estorsione, esercizio abusivo della professione medica, abuso della credulità popolare e pubblicità ingannevole. Secondo un recente rapporto dell’Eurispes si stima in 155.000 il numero dei soli sedicenti maghi, astrologi e cartomanti, con un fatturato che si aggira sui sei miliardi di euro annui. E in tempi di crisi l’unico settore che sembra avvantaggiarsi è proprio quello dei ciarlatani.

Per non lasciarci prendere dallo sconforto, sballottati come siamo tra un sentimento di pena nei confronti di chi in difficoltà, anche molto gravi, cade preda di questi mascalzoni e un moto di rabbia per quanti continuano a considerare queste pratiche “innocui passatempi”, conviene convogliare la nostra attenzione sulla parola ciarlatano e sulla sua etimologia che presenta aspetti interessanti.

domenica 26 luglio 2015

Profumi d'oriente

Una tradizione destinata a scomparire presenta rischi per la nostra salute

Granuli di incenso
«Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». Così si legge nel Vangelo di Matteo, unico dei quattro canonici a menzionare l’episodio dell’adorazione dei Magi tanto che alcuni biblisti lo considerano un particolare leggendario. La vicenda, comunque, narrata con dettagli diversi nel “Vangelo dell’infanzia Armeno”, in quello di Nicodemo, nel “Protovangelo di Giacomo” e in altri vangeli apocrifi, ha avuto un grande seguito nella tradizione cristiana tanto da ispirare moltissime opere artistiche dedicate alla Natività. E in tutte, immancabile, troviamo rappresentata l’offerta di doni: oro, incenso e mirra. Dei tre l’incenso, oltre all’uso curativo per le proprietà di espettorante e antisettico attribuitagli dalla cultura popolare araba, ha un ruolo importante nelle cerimonie religiose di molti popoli da tempi remotissimi. Ma il suo intenso profumo, che possiamo sentire comunemente nelle nostre chiese o tra le bancarelle di qualche mercatino bruciato in bastoncini colorati, potrebbe diventare tra non moltissimi anni solo un ricordo: le specie di piante da cui viene estratto usualmente sono destinate all’estinzione.

martedì 23 giugno 2015

Cronache lunari

Gervaso di Canterbury e la Luna fiammeggiante

Cratere Giordano Bruno
«In questo anno, nella domenica prima della festa di S. Giovanni Battista, dopo il tramonto, quando la Luna era appena diventata visibile un fenomeno meraviglioso è stato osservato da cinque o più uomini che stavano seduti guardando la Luna. Ora c’era una Luna nuova brillante, e, come è usuale in questa fase, i suoi corni erano orientati verso Est, ed improvvisamente il corno superiore si è diviso in due. Dal punto centrale della divisione è venuta fuori una torcia fiammeggiante gettando fuori, a distanza considerevole, fuoco, carboni ardenti e lampi. Frattanto il corpo della Luna che era sotto contorta, come in ansia, e, per renderlo nelle parole di coloro che mi hanno riportato ciò per averlo visto con i loro occhi, la Luna pulsante come un serpente ferito.»

Il resoconto impressionante di questo avvenimento, accaduto alla fine della primavera del lontano 1178, nei pressi di quella stessa cattedrale in cui solo pochi anni prima aveva trovato la morte l’arcivescovo Thomas Becket, porta la firma di un importante cronista dell’epoca: Gervaso di Canterbury.

mercoledì 25 marzo 2015

Le forme della vita

Il gioco matematico delle simmetrie

Anche quest’anno il Museo di Storia Naturale della Maremma di Grosseto presenta al pubblico degli appassionati un ricco cartellone di eventi, caratterizzato come sempre da un approccio multidisciplinare ai tanti temi trattati. Molte saranno le occasioni di avvicinarsi ad argomenti interessanti e insoliti, dal riconoscimento delle erbe spontanee alla flora e alla fauna delle aree umide, dal paesaggio alla storia di Homo sapiens, fino alle esperienze sul campo del Bioblitz sul torrente Trasubbie, a fianco dei ricercatori per una raccolta di dati su animali e piante.

A chiusura del programma di quest’anno, sabato 19 dicembre, nell’ambito degli incontri dei “Caffè della scienza”, parleremo della simmetria nel mondo vivente. Un incontro tra matematica e biologia che ci renderà partecipi di quelle meravigliose forme che a volte gli esseri viventi presentano e che ci appaiono come una stupefacente incarnazione di astratte idee matematiche. Mio compagno di questo breve viaggio sarà Lorenzo Chelazzi, ricercatore dell'Institut of Ecosystem Study del CNR.

Un invito, quindi, per tutti gli interessati che si dovessero trovare in quel di Grosseto il 19 dicembre, a raggiungerci alle 17,30 al museo, in Strada Corsini 5, per una chiacchierata su questi interessanti temi.


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sabato 31 gennaio 2015

La lampada a incandescenza

Storia di un piccolo, grande oggetto nell'Anno internazionale della luce

L’oscurità ha sempre rappresentato per l’Uomo un problema serio da affrontare. Al buio non si può fare quasi nulla e, inoltre, si è fortemente vulnerabili non essendo dotati di un sistema di visione efficiente in condizioni di scarsa luminosità. Il controllo del fuoco da parte di Homo erectus, le cui prime testimonianze risalgono a un milione e mezzo di anni fa, rappresentò quindi un passo fondamentale nel cammino culturale umano. Oltre alla possibilità di consumare cibi cotti e riscaldarsi nelle giornate di freddo, questi primi uomini ebbero l’opportunità di illuminare la notte, aumentando la sicurezza e rafforzando i rapporti umani, contribuendo a porre le basi per le prime comunità.
Da allora di strada ne è stata fatta tanta e oggi quello dell’illuminazione è, per noi abitanti delle società tecnologiche, una presenza tanto insostituibile quanto scontata e basta anche una breve interruzione della fornitura di elettricità per mandarci nel panico, alla ricerca (al buio) di candele nascoste chissà dove e torce elettriche con le batterie scariche.

La luce è anche il filo conduttore di tutta la ricerca scientifica e tecnologica del passato, del presente e del futuro e non è sorprendente, quindi, che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite abbia dichiarato il 2015 Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce.

lunedì 20 ottobre 2014

Si fa presto a dire fulmine!

Lo strumento di divinazione più importante a disposizione degli etruschi

È ormai un fatto indiscutibile, si potrebbe dire una tradizione del nostro paese, il disinteresse degli amministratori per il dissesto idrogeologico, che trasforma eventi eccezionali in vere e proprie tragedie, come recentemente è accaduto a Genova. Eventi sempre meno episodici e dovuti a una tropicalizzazione del clima alle nostre latitudini che i governi delle nazioni industrializzate sembrano, nei fatti, ignorare, come quello italiano ignora lo stato del nostro territorio.

Un tempo, quando episodi del genere erano realmente rari in Italia, i fenomeni violenti legati al clima destavano comunque grande apprensione e suscitavano molto interesse. Una testimonianza di tutto ciò è fornita dalla visione che gli Etruschi avevano di una delle manifestazioni più impressionanti del cielo: il fulmine.

venerdì 10 ottobre 2014

La dura terra di Cush

Le meraviglie di uno dei luoghi più inospitali del pianeta

Dancalia - Storie di Scienza di Giovanni Boaga
Guerriero dancalo
Esiste un luogo straordinario a nord del Corno d’Africa, un luogo caldissimo dove le temperature nella stagione secca superano i 50°C e le precipitazioni sono un evento raro, in media non più di 200 mm di pioggia all'anno. Lungo la parte meridionale del Mar Rosso, tra l’altopiano etiopico e quello dell'Harar, si estende la depressione dell'Afar, che raggiunge la sua massima profondità in corrispondenza del lago Assal, un invaso costiero dalle acque poco profonde posto a 155 metri sotto il livello del mare. Il punto più basso di tutta l’Africa, caratterizzato da una salinità dieci volte superiore a quella del mare per la forte evaporazione che si determina a causa della alte temperature.
La depressione dell’Afar è una fossa tettonica di 150.000 chilometri quadrati formatasi 5 milioni di anni fa a causa della separazione della placca arabica da quella africana e costituisce la zona di congiunzione dei tre grandi sistemi di fratture della crosta terrestre: la Great Rift Valley africana, il Mar Rosso e il Golfo di Aden. L’area, che viene anche detta “Triangolo degli Afar” perché ospita l’omonima popolazione, comprende parte dell’Eritrea, dell’Etiopia e tutto lo stato di Gibuti.