mercoledì 25 marzo 2015

Le forme della vita

Il gioco matematico delle simmetrie

Anche quest’anno il Museo di Storia Naturale della Maremma di Grosseto presenta al pubblico degli appassionati un ricco cartellone di eventi, caratterizzato come sempre da un approccio multidisciplinare ai tanti temi trattati. Molte saranno le occasioni di avvicinarsi ad argomenti interessanti e insoliti, dal riconoscimento delle erbe spontanee alla flora e alla fauna delle aree umide, dal paesaggio alla storia di Homo sapiens, fino alle esperienze sul campo del Bioblitz sul torrente Trasubbie, a fianco dei ricercatori per una raccolta di dati su animali e piante.

A chiusura del programma di quest’anno, sabato 19 dicembre, nell’ambito degli incontri dei “Caffè della scienza”, parleremo della simmetria nel mondo vivente. Un incontro tra matematica e biologia che ci renderà partecipi di quelle meravigliose forme che a volte gli esseri viventi presentano e che ci appaiono come una stupefacente incarnazione di astratte idee matematiche. Mio compagno di questo breve viaggio sarà Lorenzo Chelazzi, ricercatore dell'Institut of Ecosystem Study del CNR.

Un invito, quindi, per tutti gli interessati che si dovessero trovare in quel di Grosseto il 19 dicembre, a raggiungerci alle 17,30 al museo, in Strada Corsini 5, per una chiacchierata su questi interessanti temi.


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sabato 31 gennaio 2015

La lampada a incandescenza

Storia di un piccolo, grande oggetto nell'Anno internazionale della luce

L’oscurità ha sempre rappresentato per l’Uomo un problema serio da affrontare. Al buio non si può fare quasi nulla e, inoltre, si è fortemente vulnerabili non essendo dotati di un sistema di visione efficiente in condizioni di scarsa luminosità. Il controllo del fuoco da parte di Homo erectus, le cui prime testimonianze risalgono a un milione e mezzo di anni fa, rappresentò quindi un passo fondamentale nel cammino culturale umano. Oltre alla possibilità di consumare cibi cotti e riscaldarsi nelle giornate di freddo, questi primi uomini ebbero l’opportunità di illuminare la notte, aumentando la sicurezza e rafforzando i rapporti umani, contribuendo a porre le basi per le prime comunità.
Da allora di strada ne è stata fatta tanta e oggi quello dell’illuminazione è, per noi abitanti delle società tecnologiche, una presenza tanto insostituibile quanto scontata e basta anche una breve interruzione della fornitura di elettricità per mandarci nel panico, alla ricerca (al buio) di candele nascoste chissà dove e torce elettriche con le batterie scariche.

La luce è anche il filo conduttore di tutta la ricerca scientifica e tecnologica del passato, del presente e del futuro e non è sorprendente, quindi, che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite abbia dichiarato il 2015 Anno internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce.

lunedì 20 ottobre 2014

Si fa presto a dire fulmine!

Lo strumento di divinazione più importante a disposizione degli etruschi

È ormai un fatto indiscutibile, si potrebbe dire una tradizione del nostro paese, il disinteresse degli amministratori per il dissesto idrogeologico, che trasforma eventi eccezionali in vere e proprie tragedie, come recentemente è accaduto a Genova. Eventi sempre meno episodici e dovuti a una tropicalizzazione del clima alle nostre latitudini che i governi delle nazioni industrializzate sembrano, nei fatti, ignorare, come quello italiano ignora lo stato del nostro territorio.

Un tempo, quando episodi del genere erano realmente rari in Italia, i fenomeni violenti legati al clima destavano comunque grande apprensione e suscitavano molto interesse. Una testimonianza di tutto ciò è fornita dalla visione che gli Etruschi avevano di una delle manifestazioni più impressionanti del cielo: il fulmine.

venerdì 10 ottobre 2014

La dura terra di Cush

Le meraviglie di uno dei luoghi più inospitali del pianeta

Dancalia - Storie di Scienza di Giovanni Boaga
Guerriero dancalo
Esiste un luogo straordinario a nord del Corno d’Africa, un luogo caldissimo dove le temperature nella stagione secca superano i 50°C e le precipitazioni sono un evento raro, in media non più di 200 mm di pioggia all'anno. Lungo la parte meridionale del Mar Rosso, tra l’altopiano etiopico e quello dell'Harar, si estende la depressione dell'Afar, che raggiunge la sua massima profondità in corrispondenza del lago Assal, un invaso costiero dalle acque poco profonde posto a 155 metri sotto il livello del mare. Il punto più basso di tutta l’Africa, caratterizzato da una salinità dieci volte superiore a quella del mare per la forte evaporazione che si determina a causa della alte temperature.
La depressione dell’Afar è una fossa tettonica di 150.000 chilometri quadrati formatasi 5 milioni di anni fa a causa della separazione della placca arabica da quella africana e costituisce la zona di congiunzione dei tre grandi sistemi di fratture della crosta terrestre: la Great Rift Valley africana, il Mar Rosso e il Golfo di Aden. L’area, che viene anche detta “Triangolo degli Afar” perché ospita l’omonima popolazione, comprende parte dell’Eritrea, dell’Etiopia e tutto lo stato di Gibuti.

mercoledì 1 ottobre 2014

Un “navigatore italiano”scopre nuovi mondi

Enrico Fermi pioniere della fisica computazionale

Enrico Fermi
«Ma sapete, signor Simplicio, quel che accade? Sí come a voler che i calcoli tornino sopra i zuccheri, le sete e le lane, bisogna che il computista faccia le sue tare di casse, invoglie ed altre bagaglie, cosí, quando il filosofo geometra vuol riconoscere in concreto gli effetti dimostrati in astratto, bisogna che difalchi gli impedimenti della materia; che se ciò saprà fare, io vi assicuro che le cose si riscontreranno non meno aggiustatamente che i computi aritmetici».

Così Galileo faceva dire a Salviati nella Giornata seconda del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo tolemaico e copernicano, illustrando chiaramente uno dei punti essenziali della sua metodologia: la realizzazione di esperimenti che si concentrino sugli aspetti veramente essenziali di un fenomeno, trascurando quelli secondari. Solo in questo modo, per Galileo, è possibile comprendere il mondo reale, « […]intender la lingua e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche».

venerdì 13 giugno 2014

Il professor Vavilov è morto. Due volte

Il difficile rapporto tra la scienza e il potere politico nella Russia di ieri e di oggi

Nikolaj Ivanovič Vavilov
Il 26 gennaio 1943 muore a Saratov, una cittadina della Russia europea attraversata dal Volga, Nikolaj Ivanovič Vavilov. Nominato da pochi mesi membro straniero della Royal Society di Londra e vincitore per tre volte del Premio Lenin, Vavilov lasciava alle sue spalle una carriera di grande scienziato e organizzatore culturale, dalla fondazione dell’Accademia pansovietica di Scienze Agrarie “Lenin” alla direzione per quasi un decennio della Società pansovietica di Geografia e dell’Istituto di Genetica dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica. Una grande personalità scientifica, riconosciuto dalla comunità mondiale come un precursore degli studi sulla biodiversità, si spegneva a cinquantanove anni non nella quiete della sua casa ma in un carcere sovietico, dopo che la sua condanna a morte era stata commutata in venti anni di prigione. Quali gravi delitti aveva commesso un membro così importante della cultura sovietica della prima metà del XX secolo? Uno solo: essere uno scienziato.

La società nata dalla rivoluzione d’ottobre poteva organizzarsi facendo a meno della scienza? Naturalmente no, visto lo stato di profonda arretratezza in cui versavano l’industria e l’agricoltura. Di conseguenza gli scienziati russi degli anni Venti, e tra loro il neodarwinista Vavilov, ebbero una certa libertà d’azione, considerati dai vertici del partito indispensabili «specialisti borghesi». Basti pensare che l’Accademia Russa delle Scienze, fondata nel 1724 da Pietro il Grande sul modello dell’Accademia delle Scienze di Parigi, fu l’ultima delle istituzioni zariste a essere riformata dopo la rivoluzione.

giovedì 5 giugno 2014

Profumo d'incenso

Una tradizione destinata a scomparire

«Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». Così si legge nel Vangelo di Matteo, unico dei quattro canonici a menzionare l’episodio dell’adorazione dei Magi tanto che alcuni biblisti lo considerano un particolare leggendario. La vicenda, comunque, narrata con dettagli diversi nel “Vangelo dell’infanzia Armeno”, in quello di Nicodemo, nel “Protovangelo di Giacomo” e in altri vangeli apocrifi, ha avuto un grande seguito nella tradizione cristiana tanto da ispirare moltissime opere artistiche dedicate alla Natività. E in tutte, immancabile, troviamo rappresentata l’offerta di doni: oro, incenso e mirra. Dei tre l’incenso, oltre all’uso curativo per le proprietà di espettorante e antisettico attribuitagli dalla cultura popolare araba, ha un ruolo importante nelle cerimonie religiose di molti popoli da tempi remotissimi. Ma il suo intenso profumo, che possiamo sentire comunemente nelle nostre chiese o tra le bancarelle di qualche mercatino bruciato in bastoncini colorati, potrebbe diventare tra non moltissimi anni solo un ricordo: le specie di piante da cui viene estratto usualmente sono destinate all’estinzione.

venerdì 30 maggio 2014

Numeri "ritardatari"

Il teorema di Bernoulli e il gioco del lotto

Jakob Bernoulli
In tempi di crisi come questi sempre più persone affidano i loro sogni ai giochi d’azzardo. Le agenzie di scommesse prosperano e continuano a nascere nuove lotterie che soddisfano le più diverse esigenze di vincita: dall’arricchimento smodato del Superenalotto al vitalizio di Win for life. Fioriscono trasmissioni televisive nelle quali furbacchioni travestiti da altruisti dispensano terne di numeri vincenti, vantando numerosi successi, e sui giornali leggiamo continuamente cronache ansiogene sulla possibilità che alla prossima estrazione qualcuno si possa portare a casa svariati milioni di euro. La rete, poi, ci viene incontro con la solita messe di informazioni: basta collegarsi a uno qualunque dei numerosi siti web che si occupano di giochi e scommesse per avere tutti gli strumenti per tentare la vincita. Sul sito della Lottomatica, ad esempio, nella sezione relativa al gioco del Lotto troviamo pagine dedicate alla Smorfia, per interpretare i propri sogni e ottenere i numeri vincenti, o quelle in cui «è possibile ricavare numeri "caldi" dalle date e dai luoghi che ci ricordano un amore». Ma troviamo anche sezioni dai nomi suggestivi come "nomi e numeri" o "numeri e cucina" dove «sono le pietanze stesse a suggerirti i numeri vincenti». Completano la lista il "test psicolottico" e il "lottoroscopo".

mercoledì 21 maggio 2014

Guglielmo Marconi giovane imprenditore

Le doti manageriali dell’inventore del telegrafo senza fili

Guglielmo Marconi
L’invenzione del telegrafo senza fili rappresenta senz’altro uno dei momenti cruciali nella storia dell’Uomo. L’imponente sviluppo del settore delle telecomunicazioni che ne è seguito ha caratterizzato tutto il Novecento e ha influito pesantemente sul nostro modo di vivere. A poco più di un secolo dai fatti che portarono alla realizzazione dei primi strumenti per la comunicazione a distanza, viviamo un’esperienza senza precedenti nella storia dell’umanità. In una sorta di potenziamento dei nostri sensi siamo in grado di ascoltare dalla nostra auto la voce di una persona cara che ci parla da migliaia di chilometri di distanza o vedere, comodamente seduti in poltrona, un robot affannarsi sulla superficie di Marte.

Ma la fama di Marconi scienziato, alimentata anche dall’assegnazione nel 1909 del premio Nobel per la fisica (primo italiano a riceverlo) ha forse oscurato il ruolo che ebbe da giovane come organizzatore e imprenditore nella nascente industria delle telecomunicazioni.