venerdì 13 giugno 2014

Il professor Vavilov è morto. Due volte

Il difficile rapporto tra la scienza e il potere politico nella Russia di ieri e di oggi

Nikolaj Ivanovič Vavilov
Il 26 gennaio 1943 muore a Saratov, una cittadina della Russia europea attraversata dal Volga, Nikolaj Ivanovič Vavilov. Nominato da pochi mesi membro straniero della Royal Society di Londra e vincitore per tre volte del Premio Lenin, Vavilov lasciava alle sue spalle una carriera di grande scienziato e organizzatore culturale, dalla fondazione dell’Accademia pansovietica di Scienze Agrarie “Lenin” alla direzione per quasi un decennio della Società pansovietica di Geografia e dell’Istituto di Genetica dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica. Una grande personalità scientifica, riconosciuto dalla comunità mondiale come un precursore degli studi sulla biodiversità, si spegneva a cinquantanove anni non nella quiete della sua casa ma in un carcere sovietico, dopo che la sua condanna a morte era stata commutata in venti anni di prigione. Quali gravi delitti aveva commesso un membro così importante della cultura sovietica della prima metà del XX secolo? Uno solo: essere uno scienziato.

La società nata dalla rivoluzione d’ottobre poteva organizzarsi facendo a meno della scienza? Naturalmente no, visto lo stato di profonda arretratezza in cui versavano l’industria e l’agricoltura. Di conseguenza gli scienziati russi degli anni Venti, e tra loro il neodarwinista Vavilov, ebbero una certa libertà d’azione, considerati dai vertici del partito indispensabili «specialisti borghesi». Basti pensare che l’Accademia Russa delle Scienze, fondata nel 1724 da Pietro il Grande sul modello dell’Accademia delle Scienze di Parigi, fu l’ultima delle istituzioni zariste a essere riformata dopo la rivoluzione.

giovedì 5 giugno 2014

Profumo d'incenso

Una tradizione destinata a scomparire

«Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». Così si legge nel Vangelo di Matteo, unico dei quattro canonici a menzionare l’episodio dell’adorazione dei Magi tanto che alcuni biblisti lo considerano un particolare leggendario. La vicenda, comunque, narrata con dettagli diversi nel “Vangelo dell’infanzia Armeno”, in quello di Nicodemo, nel “Protovangelo di Giacomo” e in altri vangeli apocrifi, ha avuto un grande seguito nella tradizione cristiana tanto da ispirare moltissime opere artistiche dedicate alla Natività. E in tutte, immancabile, troviamo rappresentata l’offerta di doni: oro, incenso e mirra. Dei tre l’incenso, oltre all’uso curativo per le proprietà di espettorante e antisettico attribuitagli dalla cultura popolare araba, ha un ruolo importante nelle cerimonie religiose di molti popoli da tempi remotissimi. Ma il suo intenso profumo, che possiamo sentire comunemente nelle nostre chiese o tra le bancarelle di qualche mercatino bruciato in bastoncini colorati, potrebbe diventare tra non moltissimi anni solo un ricordo: le specie di piante da cui viene estratto usualmente sono destinate all’estinzione.

venerdì 30 maggio 2014

Numeri "ritardatari"

Il teorema di Bernoulli e il gioco del lotto

Jakob Bernoulli
In tempi di crisi come questi sempre più persone affidano i loro sogni ai giochi d’azzardo. Le agenzie di scommesse prosperano e continuano a nascere nuove lotterie che soddisfano le più diverse esigenze di vincita: dall’arricchimento smodato del Superenalotto al vitalizio di Win for life. Fioriscono trasmissioni televisive nelle quali furbacchioni travestiti da altruisti dispensano terne di numeri vincenti, vantando numerosi successi, e sui giornali leggiamo continuamente cronache ansiogene sulla possibilità che alla prossima estrazione qualcuno si possa portare a casa svariati milioni di euro. La rete, poi, ci viene incontro con la solita messe di informazioni: basta collegarsi a uno qualunque dei numerosi siti web che si occupano di giochi e scommesse per avere tutti gli strumenti per tentare la vincita. Sul sito della Lottomatica, ad esempio, nella sezione relativa al gioco del Lotto troviamo pagine dedicate alla Smorfia, per interpretare i propri sogni e ottenere i numeri vincenti, o quelle in cui «è possibile ricavare numeri "caldi" dalle date e dai luoghi che ci ricordano un amore». Ma troviamo anche sezioni dai nomi suggestivi come "nomi e numeri" o "numeri e cucina" dove «sono le pietanze stesse a suggerirti i numeri vincenti». Completano la lista il "test psicolottico" e il "lottoroscopo".

mercoledì 21 maggio 2014

Guglielmo Marconi giovane imprenditore

Le doti manageriali dell’inventore del telegrafo senza fili

Guglielmo Marconi
L’invenzione del telegrafo senza fili rappresenta senz’altro uno dei momenti cruciali nella storia dell’Uomo. L’imponente sviluppo del settore delle telecomunicazioni che ne è seguito ha caratterizzato tutto il Novecento e ha influito pesantemente sul nostro modo di vivere. A poco più di un secolo dai fatti che portarono alla realizzazione dei primi strumenti per la comunicazione a distanza, viviamo un’esperienza senza precedenti nella storia dell’umanità. In una sorta di potenziamento dei nostri sensi siamo in grado di ascoltare dalla nostra auto la voce di una persona cara che ci parla da migliaia di chilometri di distanza o vedere, comodamente seduti in poltrona, un robot affannarsi sulla superficie di Marte.

Ma la fama di Marconi scienziato, alimentata anche dall’assegnazione nel 1909 del premio Nobel per la fisica (primo italiano a riceverlo) ha forse oscurato il ruolo che ebbe da giovane come organizzatore e imprenditore nella nascente industria delle telecomunicazioni.

domenica 11 maggio 2014

Isaac Newton alchimista

Un aspetto meno noto del grande scienziato inglese

Con la pubblicazione nel 1610 del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei e nel 1687 dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton, in Europa si dette l’avvio a quella che oggi viene chiamata rivoluzione scientifica. Si innescò così la costruzione di un sistema integrato di conoscenze che ci permette di avere, a quattrocento anni di distanza, solide e affidabili idee sul funzionamento della realtà. Questo processo, che ha come caratteristiche principali il confronto sistematico con l’esperienza e l’uso della matematica nell’indagine dei fenomeni naturali, non si originò dal nulla, affondando e diramando le sue radici indietro nei secoli e in giro per il mondo. Fondamentali furono, ad esempio, le accuratissime misure dell’astronomia antica, le opere filosofiche di Lucrezio e quelle matematiche di Archimede, Apollonio e Pappo, le precise analisi anatomiche che si possono ammirare nel De humani corporis fabrica del medico fiammingo Vesalio, fondatore della moderna anatomia.

Ma è solo dalla metà del secolo scorso che gli storici riconoscono anche alla tradizione di studi di magia, ermetismo e alchimia un ruolo importante nei primi sviluppi della scienza seicentesca. Per tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento l’idea dominante era che la nascita della scienza fosse direttamente correlata al declino di quegli studi. Si tendeva così a concentrare l’attenzione sugli aspetti moderni del pensiero scientifico nascente, marginalizzando tutto quello che pareva essere in contraddizione con questa modernità, con il risultato di produrre un’immagine parziale di quel momento cruciale per la cultura europea.

lunedì 5 maggio 2014

Quando i nodi non vengono al pettine

Le bizzarre idee del dottor Hartmann

Ernst Hartmann
Nelle note autobiografiche, scritte all’età di sessantasette anni, Albert Einstein ricordando le esperienze che lo portarono alle grandi conquiste scientifiche che tutti conosciamo, affermava che «al tempo in cui ero studente, l'argomento più affascinante era la teoria di Maxwell». E altrove, riferendosi sempre all’opera del grande scienziato scozzese, scriveva: «Immaginate quello che provò quando le equazioni differenziali che aveva formulato gli dimostrarono che il campo elettromagnetico si diffondeva sotto forma di onde polarizzate e con la velocità della luce! A pochi uomini al mondo è stata concessa una tale esperienza […] ci vollero alcune decine d’anni perché i fisici comprendessero pienamente il significato della scoperta di Maxwell, tanto audace fu il salto che questo genio fece fare alle concezioni dei suoi colleghi».

Un’ammirazione profonda per quel meraviglioso esempio di unificazione dei fenomeni elettrici e magnetici che tanta importanza ebbe nella sua vita di scienziato, visto il ruolo che l’elettromagnetismo svolge nella relatività speciale e i tentativi degli ultimi anni di pervenire alla formulazione di una teoria unificata dei campi elettromagnetici e gravitazionali.

domenica 27 aprile 2014

Darwin in Italia

L’accoglienza riservata all’evoluzionismo nel nostro paese

Charles Darwin
L'11 gennaio 1864 segna un momento importante per la città di Torino. Il professor Filippo De Filippi, titolare della cattedra di Zoologia nella locale università e studioso dai vasti interessi che ha lasciato importanti contributi all'embriologia e all'anatomia comparata, tiene una conferenza dal titolo bizzarro: L'uomo e le scimie. È la prima volta che in Italia, in un incontro rivolto al grande pubblico, vengono sostenute le idee di Darwin, anche quelle relative all'origine naturale dell'uomo. Il testo della relazione di De Filippi sarà pubblicato e diffuso nel resto della penisola divenendo una sorta di manifesto scientifico dell'evoluzionismo e la capitale d'Italia diventerà così anche la capitale delle scienze naturali.

A soli cinque anni dalla pubblicazione di L'origine delle specie e prima dell'uscita di L'origine dell'uomo, che avverrà nel 1871, la storica conferenza rende evidente il grande interesse con il quale vengono accolte le idee di Darwin nel nostro paese.

Oltre che a Torino anche a Padova, Modena, Firenze e Napoli gli studiosi si mobilitano per promuovere studi e diffondere l'educazione scientifica presso il grande pubblico. Vengono tradotte, fra il 1864 e il 1890, tutte le opere di Darwin, soprattutto grazie a Giovanni Canestrini, professore prima a Modena e poi a Padova, e a Michele Lessona, successore di Filippo De Filippi a Torino e uno degli intellettuali che si dedicano alla costruzione del neonato Stato unitario diventando senatore nel 1892.

mercoledì 23 aprile 2014

Ciarlatani d’Italia

Una parola, una città, una storia

Bernardino Mei Il Ciarlatano
Tutti i giorni ci imbattiamo, attraverso la lettura di qualche periodico o la visione di alcune trasmissioni televisive, con imbonitori e imbroglioni di ogni specie, da chi ci promette vincite favolose in denaro a chi ci assicura dimagrimenti senza fatiche o, peggio, guarigioni rapide da mali incurabili.

Tutti i giorni si compiono centinaia di reati di circonvenzione d’incapace, truffa, estorsione, esercizio abusivo della professione medica, abuso della credulità popolare e pubblicità ingannevole. Secondo il Rapporto Italia 2010 dell’Eurispes si stima in 155.000 il numero dei soli sedicenti maghi, astrologi e cartomanti, con un fatturato che si aggira sui sei miliardi di euro annui. E in tempi di crisi l’unico settore che sembra avvantaggiarsi è proprio quello dei ciarlatani.

Per non lasciarci prendere dallo sconforto, sballottati come siamo tra un sentimento di pena nei confronti di chi in difficoltà, anche molto gravi, cade preda di questi mascalzoni e un moto di rabbia per quanti continuano a considerare queste pratiche “innocui passatempi”, conviene convogliare la nostra attenzione sulla parola ciarlatano e sulla sua etimologia che presenta aspetti interessanti.

venerdì 18 aprile 2014

Erwin Schrödinger scienziato-filosofo

Un raffinato intellettuale nella Mitteleuropa del Novecento

Erwin Schrödinger
Il 4 gennaio del 1961 all’età di settantatré anni scompariva a Vienna, sua città natale, Erwin Schrödinger, grandissimo uomo di cultura, uno dei protagonisti del terremoto concettuale che ha scosso la fisica dell’inizio del secolo scorso e premio Nobel nel 1933. Si concludeva così, da dove era partita, un’avventura terrena ricca di conquiste intellettuali e scelte coraggiose come quella, pochi mesi prima del conferimento del premio Nobel, di abbandonare la prestigiosa cattedra di fisica teorica di Berlino, che era stata di Planck, per non dover sottostare alle imposizioni del nascente regime hitleriano.

L’atto di nascita della fisica quantistica viene solitamente identificato con il lavoro di Max Planck del 1900 e con la formulazione del quanto elementare d’azione: l’energia emessa o assorbita in un qualunque processo fisico deve essere multipla di una certa quantità non divisibile ulteriormente.

È da lì e dai successivi contributi di Einstein, Bohr e Sommerfeld che parte quella valanga concettuale che travolgerà la fisica del Novecento e che culminerà con la costruzione di una meccanica più adeguata alla descrizione del mondo miscroscopico di quanto lo fosse quella newtoniana. Ed è proprio alla costruzione della nuova meccanica che dà il suo contributo fondamentale Erwin Schrödinger, giungendo nel 1926 all’equazione differenziale che oggi porta il suo nome e che formalizzava in modo adeguato le intuizioni del fisico francese Louis de Broglie sulla natura ondulatoria della materia.