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| Chesley Bonestell |
Nato a San Francisco nel 1888, Bonestell fu precocemente attratto dall’astronomia e dalla pittura. Compiuti gli studi di architettura alla Columbia University, nel 1911 riuscì ad entrare come disegnatore nello studio del celebre architetto Willis Polk dove rapidamente assunse l’incarico di progettista capo. Gli anni successivi furono di intenso lavoro e confermarono le doti di Bonestell come architetto, il quale riuscì a partecipare al progetto di due simboli dell’America: il Chrysler Building, celebre grattacielo di New York e il Golden Gate Bridge di San Francisco, il ponte che sovrasta lo stretto che collega l'Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco.
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| Golden Gate Bridge di San Francisco |
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| Saturno visto da Mimas - C.Bonestell |
Dopo dieci anni di lavoro a Hollywood, l’indipendenza economica raggiunta gli consentì di ritornare alla sua vecchia passione: l’illustrazione astronomica. Il suo notevole talento e l’esperienza acquisita nel cinema produssero presto dei risultati. In una serie di illustrazioni, pubblicate nel numero del 29 maggio 1944 della rivista “Life”, sbalordì e affascinò i lettori con immagini astronomiche di grande precisione.
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| Saturno visto da Titano - C. Bonestell |
Ma fu solo l’inizio. In breve tempo i paesaggi spaziali di Bonestell comparvero in un numero crescente di riviste da “Astoundig Science Fiction” a “Scientific American” che nella copertina del fascicolo di novembre del 1948 presentava un’illustrazione del Sole visto da Mercurio. Era proprio questa una delle peculiarità dei disegni di Bonestell: riprodurre paesaggi di altri pianeti che nessun uomo aveva mai visto prima basandosi su quanto la moderna astronomia metteva a disposizione. E questo con precisione maniacale tanto da suscitare in chi guardava quei dipinti la sensazione di trovarsi veramente seduti su un cratere lunare al cospetto della Terra o di essere testimoni dell’impressionante vista di Saturno così come lo si potrebbe osservare da una delle sue lune.
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| Veicoli spaziali - C. Bonestell |
Dopo l’incontro con lo storico e divulgatore scientifico Willy Ley, con il quale iniziò una duratura collaborazione, Bonestell cominciò a rappresentare nei suoi dipinti il volo spaziale. Così Arthur C. Clarke, autore di “2001 Odissea nello spazio”, descrisse il suo lavoro: «La notevole tecnica di Bonestell produce effetti di un realismo tale che i suoi dipinti sono stati a volte scambiati per vere fotografie a colori […]
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| Wernher von Braun |
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| von Braun e Bonestell |
Oggi che l’avventura della conquista della Luna appartiene alla storia, si costruisce una stazione spaziale in orbita intorno alla Terra e si progetta la futura missione su Marte, è curioso pensare che tutto questo è dovuto anche ad un pittore, le cui realistiche illustrazioni resero tangibile l’esplorazione umana dello spazio, come solo le immagini possono fare, rendendo un po’ meno folle e visionario il lavoro di tanti scienziati. E ci piace pensare che Chesley Bonestell non abbia interrotto il suo lavoro nel 1986, a quasi cent’anni, ma che continui a “dipingere dal vero”, seduto sull’asteroide 3129 che porta il suo nome.
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