mercoledì 23 marzo 2011

Terremoti di Dio

La punizione sismica di Roberto De Mattei

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Roberto De Mattei
In questi giorni di sofferenza per il popolo giapponese, bersagliato da catastrofi naturali senza precedenti, abbiamo l’occasione di leggere sui giornali riflessioni di ogni tipo riguardanti i rischi che anche qui in Italia si corrono in caso di terremoto, per la scarsa sicurezza degli edifici in cui viviamo e per le scelte di politica energetica che ci accingiamo a compiere. La preoccupazione è grande e chi di noi, nonostante tutti i tentativi demolitori messi in campo dall’attuale classe dirigente, guarda alla cultura scientifica come al solo strumento efficace di navigazione e orientamento nel difficile mare di questi problemi, si aspetta che dagli esponenti di punta della ricerca italiana venga una ventata di razionalità e intelligenza che spinga la barca delle nostre traballanti convinzioni nella direzione giusta.

Terremoto in Giappone

Si rimane, quindi, letteralmente senza fiato nell’ascoltare le parole del vicepresidente del CNR Roberto De Mattei che, ai microfoni di Radio Maria, ha commentato le terribili notizie che arrivano dal Giappone. Con voce calma propria di chi sembra riflettere prima di parlare, apparentemente consapevole del ruolo centrale che il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la più grande struttura pubblica con compiti scientifici nel nostro paese, ha nella società italiana, De Mattei ha ritenuto di non dover affrontare le questioni scientifico-tecnologiche legate alla tragedia giapponese. Ha preferito non parlare delle soluzioni che la comunità al lavoro sotto la sua direzione è in grado di fornire per assicurare all’Italia un approvvigionamento energetico con rischi limitati e ai cittadini di questo paese gli strumenti per non rimanere vittime delle conseguenze di un terremoto. Certo De Mattei non parlava dai microfoni di Radio3 Scienza, ma poteva essere l’occasione, comunque, d’informare un pubblico sempre piuttosto digiuno di questioni scientifiche.

Renato Guttuso - La notte di Ghibellina, 1970

No, il fine intellettuale ha “volato alto”. Con limpidezza cristallina ci ha ricordato, citando l’”illuminato” monsignor Mazzella arcivescovo di Rossano Calabro, che le grandi catastrofi sono «[…] talora esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi», ma anche «una benevola manifestazione della misericordia di Dio […] per molte di quelle vittime che oggi compiangiamo il terremoto è stato un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima da tutte le macchie, anche le più lievi». E quasi per evidenziare le sue competenze scientifiche e comunicarci quali siano le idee che informano la sua azione nell’organizzazione della scienza italiana, De Mattei ha sentenziato che «la catastrofe è un fenomeno naturale che Dio ha potuto introdurre nel suo piano di creazione […] per un fine di ordine morale come, per esempio, acuire il genio dell’uomo, eccitarlo a studiare la natura per difendersi dalla sua potenza distruggitrice e così determinare un progresso della scienza».



Audio della trasmissione di Roberto De Mattei su Radio Maria
(attenzione è solo per stomaci forti!)

Il professor De Mattei non è nuovo a performance di questo tipo. Tutti ricordano il convegno di stampo antievoluzionistico da lui organizzato nel 2009, i cui atti sono stati pubblicati, con il contributo economico del CNR, nel volume dal titolo significativo di Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi, che ha riunito a Roma una dozzina di studiosi nessuno dei quali competente per parlare in maniera seria di evoluzionismo. A cominciare dall’organizzatore De Mattei, storico del Cristianesimo, il quale, però, non ha pudore di affermare che «dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare». Un bel passo indietro di qualche secolo, non c’è che dire!

Ma anche la vicenda grottesca legata al tentativo di eliminare l’insegnamento dell’evoluzione dalle scuole porta il segno inequivocabile dell’antidarwinismo di De Mattei, presente nella commissione di “esperti” incaricati dall’allora ministro Letizia Moratti. Una scelta sicuramente azzeccata, un uomo adatto a giudicare l’opportunità di insegnare la teoria di Darwin nelle scuole, viste le sue posizioni di sostegno alla storicità di Adamo ed Eva. Qui il passo indietro è di millenni.

Fernando Botero - Adamo ed Eva

Il punto fondamentale non è che un signore di mezza età esprima idee allucinanti come quelle che abbiamo sentito e che possiamo ancora sentire nel contributo audio riportato poco sopra. Ognuno è libero di credere in quello che vuole, anche in cose risibili come queste, o di avere posizioni oscurantiste e fondamentaliste come quelle espresse in più occasioni da De Mattei. Il vero problema è che un personaggio così sia vicepresidente del CNR. Lo schiaffo del convegno del 2009 a tutta la ricerca biologica che opera sotto la sua direzione, i tentativi di cancellare l’evoluzionismo dalle scuole e parole come «l’identità italiana […] si definisce in funzione del Papato», «la vocazione dell’Italia non è solo ospitare il papato, ma servirlo» o infine «l’Italia è se stessa quando serve la Chiesa» sono motivi ampiamente sufficienti per sostenere la sua incompatibilità con l’incarico che gli è stato assegnato e giustificare la vibrante richiesta che sta salendo dalla comunità scientifica e non solo: DIMISSIONI!

Tutti i cittadini che considerano la ricerca scientifica un bene comune e ritengono che la sua gestione debba essere messa in ben altre mani sono invitati a firmare la petizione per la richiesta di dimissioni.



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pubblicato su Cronache Laiche

9 commenti:

Gianni F ha detto...

Questo rivoltante individuo rappresenterebbe la "carità cristiana"? Se è così ben venga la sparizione delle religioni. Siamo già a buon punto, per fortuna.

Giovanni Boaga ha detto...

E' desolante. Che almeno liberi la poltrona che occupa e che tutti noi paghiamo.

Anonimo ha detto...

Da... dipendente del CNR (sob) condivido in pieno... Non ho con me la mail di un collega ricercatore la cui indignazione in questi giorni ha riempito i corridoi del dipartimento di improperi...

Luciano

Giovanni Boaga ha detto...

Grazie Luciano della tua preziosa testimonianza.
Oltre alla petizione ti segnalo anche l'iniziativa del quotidiano Cronache Laiche che ha preparato un modello di email da mandare a tutti i membri del consiglio di amministrazione del CNR per chiedere le dimissioni del vicepresidente.
La trovi all'indirizzo http://www.cronachelaiche.it/2011/03/caso-de-mattei-scrivi-al-cnr/
Grazie ancora!

Vinc98 ha detto...

Non si possono affibbiare a Dio gli eventi e le catastrofi naturali, la Sacra Bibbia ci racconta che Dio creatore ha smesso di interferire nel creato dopo il diluvio universale, con esso egli voleva distruggere il male (sottoprodotto del bene che egli aveva creato), Il fatto che Dio conosca l'ora ed è il padrone della vita e della morte non significa che la dispensi! L'umanita è affrancata l'universo è affrancato, Dio è Amore!
Premesso cio' è necessario ricordare che egli ci ha dato oltre la Fede, l'Amore, il Creato la Vita la conoscenza 'intelligenza, e la capacita per scoprire da soli alcuni dei suoi segreti tramite uno strumento a noi semplicemente accessibile è inoppugnabile: La Scienza e imitando l'insegnamento di Gesù: diamo alla chiesa la potestà su ciò che è di DIO e alla Scienza l'onere di diffondere la corretta informazione, non diciamole le castronerie!

Vinc981

cri ha detto...

é proprio vero che troppo studio e troppa cultura nozionistica ottenebra il cervello e va a detrimento della vera intelligenza emotiva morale e spirituale.Verra il tempo che la scienza e la religione saranno due facce della stessa medaglia.L'una non esclude l'altra.E' DETTO CHE NON SI MUOVE FOGLIA CHE NON VOGLIA DIO.QUINDI ANCHE LE SOFFERENZE LE CATASTROFI I TERREMOTI ECC..SONO OPERA DI DIO CHE VUOLE INDICARCI CHE ' QUALCHE VOLTA E'NECESSARIO DISTRUGGERE PER RICOSTRUIRE E MIGLIORARE,SIA A LIVELLO SOCIALE CHE INDIVIDUALE.CHI NON CAPISCE QUESTO PEGGIO PER LUI...

Istituto Statale d'Arte "E. Mannucci" - Sede Centrale ha detto...

La maledizione è di gentiliana memoria. Se avesse vinto Enriques, quella volta, forse sarebbe diverso. Si sente spesso dire: Ah, io sono negato per la matematica. Come se fosse un vanto, e come se la cultura scientifica fosse una bizzarrìa di bricoleur pazzarelli. Benedizioni ... proseguo qui: http://descrittiva2.blogspot.com/2011/01/russel-razionalita-dio.html. Fausto B.

Giovanni Boaga ha detto...

Condivido le tue osservazioni. C'è quasi un orgoglio a dichiararsi analfabeti dal punto di vista scientifico (e matematico in particolare...) anche da parte di intellettuali che si vergognerebbero di ammettere di non conoscere Dante o Michelangelo. Purtroppo le radici di questa peculiarità italiana, come dici tu, vengono da lontano...

Vinc981 ha detto...

La visione della scienza "non più concepita come pura rivelazione di una verità esteriore, bensi come conquista e attività dello spirito" E' il giusto modo di affrontare l'argomento: Ed è entusiasmente condividere questo risultato con Giovanni Gentile, Benedetto Croce, Federigo Enriques; grandi e illustrissime figure della nostra epoca che si sono cimentate in tale dibattito nel secolo scorso. Ma ci tengo a precisare la mia visione di superiorità dello spirito sulla scienza almeno fino al giorno in cui la nostra imperfetta scienza arriverà a Dio( benedizioni, maledizioni, secolari credenze popolari, nel bene e nel male sono opera dell'uomo che è immagine di Dio; il prof. Emilio Del Giudice in Fisica Quantistica, sia lo spirito che queste manifestazioni, le darebbe appartenenti tutte ad un unico dominio di coerenza). Un tempo la scienza era appannaggio esclusivo della chiesa prima di Gutemberg, ma grazie a lui, al libero arbitrio e alle conquiste dell'uomo (scientifiche e Filosofiche), possiamo meglio chiarire e correggere le incertezze tradizionali della nostra Fede (alla chiesa ci vuole del tempo ma non è insensibile a queste secolari inesattezze che corregge di volta in volta.)

Vinc981