sabato 26 marzo 2011

Vittimismo vaticano

Le idee “cristiane” dell’Arcivescovo Tomasi

Siamo al ridicolo. Non bastava l’opposizione, due anni fa, da parte del rappresentante della Santa Sede alla proposta della Francia per la depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo, fatta in sede Onu. Una proposta sicuramente di non immediata applicazione ma utilissima a richiamare l’attenzione sul fatto che in ben 91 paesi l’omosessualità è un reato e in 19 di questi viene punita anche con la pena di morte. Un’opposizione che lasciò interdetta l’assemblea convinta, a torto, che il Vaticano, ispirato dall’esempio di Cristo, fosse sempre e in ogni caso per la difesa dei deboli, dei maltrattati, degli indifesi, perché questa è la condizione degli omosessuali in quei paesi dove rischiano la galera o la morte autorizzata dallo stato. Un atteggiamento, quello delle gerarchie della Chiesa Cattolica, che ha pesanti conseguenze anche sulla vita dei gay e delle lesbiche di casa nostra, alimentando una cultura omofoba ben radicata anche qui da noi e che si traduce nelle aggressioni e nei pestaggi che avvengono, ormai, con frequenza crescente.

Aula del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a Ginevra

No, non era sufficiente. Occorreva qualcosa di più, ed eccoci serviti. Il giorno 22 di marzo, alla Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, è stata depositata una proposta di Risoluzione che chiede di mettere fine alle violenze e alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone. Nel documento, promosso dalla Colombia e sostenuto da 83 Stati, si fa riferimento alla discriminazione della comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) nel mondo e si sottolinea esplicitamente che quando si parla di violazioni dei diritti umani nei loro confronti si intendono omicidi, stupri, torture e persecuzioni penali. A margine della presentazione alcuni paesi firmatari hanno annunciato di voler andare oltre la richiesta di depenalizzazione fatta due anni fa, osteggiata fieramente dal Vaticano, e di essere in procinto di presentare una proposta di Risoluzione che condanni gli 80 paesi del mondo che perseguitano penalmente l’omosessualità.

Arcivescovo Silvano Maria Tomasi
Osservatorio Permanente del Vaticano alle Nazioni Unite

Apriti cielo! Uno scandalo senza pari per l’Arcivescovo Silvano Maria Tomasi dell’Osservatorio Permanente del Vaticano presente alle Nazioni Unite che, anche se appare incredibile, così ha commentato l’iniziativa: «Gli Stati possono, e devono, regolare i comportamenti, inclusi vari comportamenti sessuali. In tutto il mondo c'è consenso nelle società che alcuni tipi di comportamenti sessuali devono essere proibiti per legge. Pedofilia e incesto sono due esempi». Ma l’alto prelato, evidentemente incapace di valutare la differenza tra la critica legittima che si esercita nei confronti delle opinioni politiche espresse dalle gerarchie vaticane e le martellate che hanno ucciso David Kato Kisule in Uganda, vittima della propaganda omofoba, ha concluso: «Le persone sono attaccate per le proprie posizioni contrarie ai rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso. Quando esprimono le proprie convinzioni morali o circa la natura umana, che possono anche essere espressione del proprio credo religioso, o manifestano opinioni su proclami scientifici, sono svilite e perseguitate.[...] La verità è che questi attacchi sono violazioni dei diritti umani fondamentali e non possono essere giustificate per nessuna circostanza ».

Bonobo (Pan paniscus), una delle moltissime specie animali
che manifestano comportamenti omosessuali

Il vittimismo immotivato espresso dall’Arcivescovo Tomasi fa leva su argomenti tanto logori quanto insensati, come quello di accomunare orientamenti affettivi con comportamenti che esprimono perversioni e malattie, accostamento che disgusta anche una parte dei cattolici, increduli per una confusione di piani così evidente e consapevoli dell’importanza dell’affettività nello sviluppo della personalità. Ritenere, poi, contro Natura le unioni di persone dello stesso sesso, è l’argomento principe che sta dietro quel manifestare «opinioni su proclami scientifici» quando si tratta dei diritti degli omosessuali. Questi sconnessi appelli alla Natura registrano un discreto successo in quanto apparentemente oggettivi e autorevoli, poggiando su un’idea di stabilità e universalità naturale che dà sicurezza. Ma le scienze che si occupano di studiarla (la Natura) e non solo di parlarne, forniscono un’immagine piuttosto diversa. Raccontano una storia fatta di cambiamento, imperfezione e soprattutto di diversità di soluzioni, una storia che tratta la cultura umana come un proseguimento, con altri mezzi, della storia naturale della nostra specie, allontanandoci dall’idea del tutto immaginaria di una contrapposizione tra cultura eterea e natura materiale. E ci restituiscono, soprattutto, una visione che avvicina Homo sapiens sapiens a tutte le altre specie viventi per le quali quei comportamenti “contro Natura” sono perfettamente naturali.

Lamantino (Trichecus manatus), una delle moltissime specie animali
che manifestano comportamenti omosessuali

Questa triste vicenda ci ricorda, ancora una volta, che la sorte di molte donne e molti uomini è segnata, ancora oggi, non dalla loro natura ma da visioni del mondo lontane dalla realtà come quelle proprie di teologi vicini alle alte gerarchie ecclesiastiche che affermano che «la posizione della Chiesa è tesa a impedire che si liberalizzi un modello culturale, l' omosessualità […] la Chiesa difende un modello, è una battaglia sottile di principi, non facilmente spiegabile».
Questi teologi hanno ragione, è inspiegabile. E soprattutto è incomprensibile come si possa preferire la difesa di un astratto modello a quella di innocenti persone in carne ed ossa.

pubblicato su Cronache Laiche

3 commenti:

Annarita ha detto...

E' semplicemente vergognoso, Giovanni. Non ci sono altre parole da spedere per un comportamento che di cristiano non ha niente di niente.

annarita

Monica ha detto...

e riguardo allo - stupro correttivo - cruenta pratica usata a danno di povere donne per cercare di "riportarle sulla retta via "dell'orientamento sessuale ,cosa ne pensano questi signori?

Giovanni Boaga ha detto...

@Annarita: credo anch'io che sia così e che molti cristiani non comprendano tanto accanimento.
@Monica: hai ragione. Forse lo considerano un mezzo sbagliato per un fine giusto?