sabato 16 luglio 2011

La bioetica sbarca sul web

Presentato all'Istituto Superiore di Sanità il portale Ethicsweb

Nei giorni scorsi molte voci si sono levate per commentare l’ennesima pessima prova data dal nostro governo a proposito della rovente questione del testamento biologico. La legge in corso di approvazione, in chi crede nella necessità di consentire a tutti i cittadini di decidere sui trattamenti sanitari che li riguardano, sempre, anche quando si è alla fine della propria esistenza e privi delle capacità di intendere e di volere, produce il risultato di rimpiangere il completo vuoto legislativo. Le dichiarazioni anticipate di trattamento, che dovrebbero essere lo strumento principale per una vera autodeterminazione terapeutica consentendo di esprimere le proprie volontà per iscritto quando si è in grado di farlo, così come le prevede la nuova legge sono ridicole, inutili e crudeli.

Le cause di questa vera e propria negazione della dignità della persona, addirittura paradossale per forze politiche che si rifanno a ideologie che la difendono anche se riferita a poche cellule, sono senz’altro riconducibili alle pressioni lobbistiche che le gerarchie vaticane esercitano da sempre, con successo, sulle classi dirigenti italiane. Una presenza, quella del Vaticano nelle decisioni di governo dello “stato laico” italiano, che è possibile ridurre solamente con l’esercizio più consapevole del diritto di voto.


Ma la consapevolezza, che porterebbe a scelte di rappresentanti ispirati a principi di laicità e maggiormente idonei a dirigere un paese moderno, passa soprattutto attraverso l’informazione. Se l’analfabetismo scientifico è una caratteristica del nostro paese, quando la scienza si lega a questioni etiche come quelle trattate dalla legge in discussione in questi giorni sul testamento biologico, l’ignoranza diffusa nel paese, e quindi anche in parlamento, in relazione alle questioni di bioetica viene fuori con tutta la sua evidenza.

A tentare di colmare questo vuoto culturale nasce un’iniziativa che è stata presentata mercoledì 13 luglio a Roma presso l’Istituto superiore di Sanità (ISS), durante un convegno che ha visto la partecipazione di Gilberto Corbellini, docente di Storia della Medicina e Bioetica presso l’Università Sapienza di Roma, dell’epidemiologo Alfonso Mele e di Claudio Frank ricercatore dell’ISS. Si tratta del portale Ethicsweb, frutto della collaborazione tra UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) e un consorzio di altri quattordici organismi europei che ha come obiettivo quello di raccogliere informazioni, notizie e materiali relativi alla bioetica al fine di promuovere il dibattito sugli aspetti etici della scienza. Oltre al nostro Istituto Superiore di Sanità partecipano istituzioni scientifiche di prestigio come il francese INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale) e appunto la Division of Ethics of Science and Technology dell’UNESCO.

Il portale Ethicsweb

Ethicsweb si presenta come il primo Centro europeo di documentazione nel web sulle tematiche della bioetica e consentirà a tutti i cittadini, non solamente ai medici, di accedere in modo semplice e diretto a leggi, normative internazionali, progetti di ricerca, notizie ed eventi, nonché informazioni su corsi di formazione e universitari. Sempre attraverso il portale si potranno consultare numerosi database internazionali, come l’Euroethics (European Database on Literature of Ethics in Medicine), il Cde (Centre de documentation en èthique du Ccne), l’Ethned (Ethics in Medicine) e PubMed (Bioethics Subset).


Direttamente dalla comunità scientifica e a disposizione di tutti in rete, quindi, la possibilità di acquisire strumenti per contrastare una cultura che, reputando la vita dell’uomo un dono indisponibile ricevuto da Dio, si oppone fieramente a qualunque tentativo di autodeterminazione terapeutica vera e assicurata a chiunque. Una cultura arrogante che pretende di decidere per tutti, negando ai più deboli il diritto di godere dell’articolo 32 della Costituzione che riconosce ad ogni persona il diritto di non curarsi.

pubblicato su Cronache Laiche

3 commenti:

Popinga ha detto...

Di solito quando sento la parola "bioetica" metto mano alla fondina della pistola, perchè subito ci trovo la faccia rubiconda e beota di qualche prete che di scienza non capisce nulla e confonde le sue credenze con l'etica tout-court, che è cosa assai più complessa, derivante da una sorta di implicito "contratto sociale" e destinata quindi a mutare in base alla storia, alla cultura, alla geografia. Spero che in questo caso sia diverso, ma, soprattutto perchè vivo in Italia, preferisco un atteggiamento di prudente attesa mescolato con un pizzico di scetticismo.

cooksappe ha detto...

faro' un giro! :D

Giovanni Boaga ha detto...

@Popinga: sottoscrivo tutto quello che dici, soprattutto lo scetticismo che deriva dalla comune esperienza di vita italiana. Quest'iniziativa però, più che l'ennesima commissione di bioetica, è di tipo documentale atta a fornire gli strumenti culturali più che norme di comportamento. Poi è internazionale e questo dovrebbe rendere meno probabile il rischio di incrociare ... facce rubiconde.
@cooksappe: poi raccontaci le tue impressioni!