sabato 20 agosto 2011

Silenti voci aliene

Riparte Allen Telescope Array

Home page del SETI Institute
«Thank you to all our SETIStars!» è la scritta che campeggia da qualche giorno nella home page del sito ufficiale del SETI Institute, un’organizzazione scientifica privata che ha sede a Mountain View in California e che ha per scopo ricerca di intelligenza extraterrestre (SETI: Search for Extra-Terrestrial Intelligence). Un ringraziamento sentito per l’obbiettivo (200.000 dollari) raggiunto e superato visto che a oggi i 2620 donatori hanno versato la bellezza di 225.458 dollari perché l’istituto riprendesse le ricerche interrotte di segnali di vita extraterrestre.

Frank Drake
Alcuni mesi fa, infatti, a seguito di tagli di bilancio del governo degli Stati Uniti e dell’Università di Berkeley, le sovvenzioni destinate al SETI Institute si sono ridotte a un decimo, costringendo gli scienziati che vi lavorano a sospendere il progetto nato nel 1974 da un’idea dell’astrofisico Frank Drake autore, tra l’altro, dell’equazione che porta il suo nome e che stima il numero di civiltà extraterrestri nella nostra galassia in grado di comunicare con noi.

Allen Telescope Array
La prima conseguenza della stretta finanziaria è stato il blocco dell’attività dell’Allen Telescope Array, un radiotelescopio multiplo realizzato nella contea di Shasta in California e frutto di una collaborazione tra il SETI e l'Università di Berkeley. Lo strumento, intitolato a Paul Allen co-fondatore della Microsoft e principale finanziatore della realizzazione del radiotelescopio, è costituito da 350 antenne collegate tra loro in modo da risultare equivalenti a un unico radiotelescopio di 100 metri di diametro.

Jodie Foster in Contact
Da queste difficoltà economiche, che hanno tenuto fermo per alcuni mesi uno strumento da 52 milioni di dollari, è nata SETIStars, un’iniziativa volta a ottenere donazioni con lo scopo di far ripartire la macchina. E la gente ha risposto alla grande contribuendo al sogno (o all’illusione, come i critici dell’iniziativa sostengono) di avere, un giorno, la certezza dell’esistenza di civiltà aliene nell’universo. E tra i donatori eccellenti figurano anche l'astronauta Bill Anders, che fece parte dell’equipaggio dell’Apollo 8, e l'attrice Jodie Foster, che nel 1997 interpretò una scienziata del programma SETI nel film 'Contact'.
Seti@home
Ma la possibilità di contribuire al progetto SETI non si esaurisce con una donazione. Da qualche hanno è attivo il SETI@home, un progetto di calcolo distribuito volontario ospitato dalla Space Sciences Laboratory all'Università di Berkeley. Consiste nello scaricare dal sito dell’iniziativa un software da installare nel proprio computer. Nei tempi morti di attività il programma provvederà a scaricare e analizzare i dati raccolti dal radiotelescopio di Arecibo, altro orecchio in ascolto di segnali extraterrestri. E chissà se un giorno proprio il PC che abbiamo sul tavolo scoprirà una vocina lontana che ci sussurra: «Ehi… io sono qui!».

pubblicato su Cronache Laiche

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