sabato 31 dicembre 2011

Non capisco ma (non) funziona

Il controllo del CICAP sulle previsioni astrologiche per il 2011

Durante le festività natalizie quelle culinarie non solo le uniche abbuffate cui ci sottoponiamo. Molti di noi, accanto a panettoni e torroni, si dedicano con particolare “appetito” alle previsioni che cialtroni ben pagati (spesso con i soldi di tutti) ammanniscono su siti web, giornali, radio e, soprattutto, in televisione. Già perché non c’è mezzo di comunicazione, salvo pochissime eccezioni, che non si adoperi per consentire a tutti noi di ingurgitare idiozie fondate su una tradizione millenaria che permetterebbe, secondo i cultori, di fare luce su quanto c’è di più ansiogeno per ognuno di noi: il futuro. E questo è un periodo di straordinari per gli astrologi che sfornano con la stessa facilità previsioni sulla nostra vita privata o sulle questioni internazionali, incrementando il loro fatturato per altro già consistente durante il resto dell’anno grazie al credito che molti, troppi nostri concittadini accordano loro.

Questa inossidabile apertura all’astrologia non è minimamente scalfita dal fatto che la storia della scienza ci consente di capire come questo straordinario strumento di potere, un tempo indissolubilmente legato all’astronomia, abbia perso nel tempo la sua consistenza, separandosi completamente dallo studio scientifico dei fenomeni celesti. Né vale ricordare che le conoscenze scientifiche moderne non consentono di individuare alcuna influenza astrale in grado di determinare il corso della nostra vita. Chi è convinto della validità della “sapienza astrologica” non ha dubbi: «ecco i soliti scientisti, se un fenomeno non lo capiscono per loro vuol dire che non esiste. Ma devono rassegnarsi: l’astrologia funziona anche se noi non capiamo il perché!».

Raffaello Sanzio, L'astronomia 1508
A parte il fatto che la storia della scienza è generosa di esempi di fenomeni che, pur essendo stati incomprensibili secondo le conoscenze del momento in cui sono stati scoperti, hanno suscitato vivo interesse negli scienziati stimolandoli ad approfondire i loro studi, il problema è che l’astrologia non funziona e accertarlo sarebbe possibile se solo qualcuno si prendesse la briga di verificare, ad esempio, la bontà delle previsioni astrologiche fatte in prossimità del capodanno. E in effetti qualcuno lo fa: dal 1989 proprio di questo s’incarica la “task force” del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che raccoglie le previsioni che si fanno in questo periodo dell’anno allo scopo di controllare quante e quali si verificheranno nei dodici mesi successivi, mettendo così alla prova le capacità degli astrologi.

Risultato? Nessuno, o meglio sempre lo stesso: le stelle non aiutano a prevedere il futuro e gli astrologi dispensano consigli e previsioni che non differiscono, in quanto ad attendibilità, da quelli che potrebbe dare una qualunque persona informata. Nonostante la quantità sterminata di previsioni, il che rende il lavoro del CICAP alquanto faticoso, «è ogni anno più difficile trovare affermazioni sufficientemente circostanziate da poter essere verificate» - nota Francesco Ruggirello coordinatore per quest’anno della raccolta dei dati - come quella prodotta dall’astrologo Antonio Alessi che ha inviato una lettera al governo dove si prevedeva per il 10 giugno un potente sisma sottomarino con conseguente tsunami: un esempio raro di spirito civico! E tenuto conto che era in carica un ministro distratto dalla ricerca di un tunnel per i neutrini, abbiamo rischiato anche che venisse preso sul serio.


Si preferisce, quindi, andare sul generico e, avendo un anno a disposizione, puntare sulla non trascurabile probabilità che prima o poi, da qualche parte nel mondo, “un grosso scandalo” o “un forte terremoto” capiteranno. Se poi le affermazioni che si fanno oltre che banali sono anche tante, è molto facile trovarne, a posteriori, qualcuna da adattare a fatti realmente accaduti. Come spiega il fisico Stefano Bagnasco, coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia, «Facendo molte affermazioni, tra l’altro, è più facile che qualcuna sia per puro caso azzeccata, e quindi ricordata e magari pubblicizzata, mentre le numerose altre, sbagliate, saranno probabilmente dimenticate». Un effetto di selezione che fa la fortuna degli astrologi.

L’inchiesta del CICAP conferma, anche quest’anno, i risultati di rigorosi studi fatti in passato sulle pratiche astrologiche e che portano a concludere, secondo Bagnasco, che anche per l’astrologia vale la stessa regola che si osserva in tutti i casi di “scienza patologica”, come la chiamava il premio Nobel Irving Langmuir: «migliore è la qualità dello studio e più stringenti i controlli, minori sono gli effetti trovati, che si riducono fino a scomparire del tutto».
Buon 2012.

pubblicato su Cronache Laiche

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