giovedì 9 febbraio 2017

Matematica senza numeri

Pietre incise, bastoncini intrecciati, linee sulla sabbia...

Programma completo degli eventi 2017
Museo di Storia Naturale della Maremma
Pubblicato il programma 2017 delle iniziative del Museo di Storia Naturale della Maremma di Grosseto. Tanti eventi, dentro e fuori il museo, per un anno all'insegna della scienza e della natura.

Il prossimo incontro è previsto l'11 febbraio, in occasione del Darwin day, dove si parlerà del diario di bordo del viaggio del Beagle. Ma le occasioni di passare qualche ora con la scienza si articoleranno per tutto il 2017, sia con conferenze all'interno del museo che con occasioni di collaborazione e di contatto diretto con i ricercatori all'aria aperta. Anche quest'anno, infatti, sono previsti gli incontri di Citizen Science per imparare a riconoscere animali e piante della costa e delle colline maremmane o i Bio blitz durante i quali potremo raccogliere dati su animali e piante.

Accanto a licheni e orchidee, libellule e formiche, cani e leopardi, ci sarà spazio per parlare anche di matematica e della sua storia. Un punto di vista inconsueto e attento alle culture che hanno prodotto e producono matematica. Nell'ultimo dei Caffè della Scienza potremo da uno "sguardo antropologico" alla più astratta delle scienze che riserva sorprese e spunti interessanti di riflessione. E attuali, vista la trasformazione in senso multiculturale a cui va incontro la nostra società.

Vi aspetto il 16 dicembre alle ore 17,00 per un breve viaggio tra matematica e antropologia con l'incontro

Matematica senza numeri: pietre incise, bastoncini intrecciati, linee sulla sabbia...


Scarica il calendario degli eventi del Museo di Storia Naturale della maremma


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venerdì 28 ottobre 2016

Isaac Newton alchimista

Un aspetto meno noto del grande scienziato inglese

Isaac Newton
Con la pubblicazione nel 1610 del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei e nel 1687 dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton, in Europa si dette l’avvio a quella che oggi viene chiamata rivoluzione scientifica. Si innescò così la costruzione di un sistema integrato di conoscenze che ci permette di avere, a quattrocento anni di distanza, solide e affidabili idee sul funzionamento della realtà. Questo processo, che ha come caratteristiche principali il confronto sistematico con l’esperienza e l’uso della matematica nell’indagine dei fenomeni naturali, non si originò dal nulla, affondando e diramando le sue radici indietro nei secoli e in giro per il mondo. Fondamentali furono, ad esempio, le accuratissime misure dell’astronomia antica, le opere filosofiche di Lucrezio e quelle matematiche di Archimede, Apollonio e Pappo, le precise analisi anatomiche che si possono ammirare nel De humani corporis fabrica del medico fiammingo Vesalio, fondatore della moderna anatomia.

Ma è solo dalla metà del secolo scorso che gli storici riconoscono anche alla tradizione di studi di magia, ermetismo e alchimia un ruolo importante nei primi sviluppi della scienza seicentesca. Per tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento l’idea dominante era che la nascita della scienza fosse direttamente correlata al declino di quegli studi. Si tendeva così a concentrare l’attenzione sugli aspetti moderni del pensiero scientifico nascente, marginalizzando tutto quello che pareva essere in contraddizione con questa modernità, con il risultato di produrre un’immagine parziale di quel momento cruciale per la cultura europea.

giovedì 21 luglio 2016

Omo sanza numeri

Le conoscenze matematiche di Leonardo da Vinci, tra mito e realtà

Leonardo da Vinci, Autoritratto
Per noi europei, e non solo, non c’è un’altra figura come quella di Leonardo da Vinci in grado incarnare altrettanto efficacemente le potenzialità umane dell’intelletto e della sensibilità, capace di suscitare gli stessi sentimenti di stupore e ammirazione per le innumerevoli ed eterogenee conquiste di un’anima inquieta e affascinante. Un’ammirazione, quella per il genio toscano, che sconfina sovente in mitologia, alimentata sia da aspetti curiosi, come la sua caratteristica scrittura da destra a sinistra, che dalle caratteristiche della sua personalità di studioso affamato di conoscenza, dotato di un’audace e originale immaginazione, in grado di spaziare in ogni campo del sapere, affascinando, con le sue indubbie doti di affabulatore, potenti come Ludovico il Moro e Francesco I re di Francia. Un intellettuale sostanzialmente ai margini delle scuole di pensiero a lui contemporanee, altro motivo di popolarità odierna, che sviluppò le sue idee in un isolamento che Sigmund Freud sintetizza descrivendolo come «un uomo che si svegliò troppo presto nelle tenebre mentre gli altri uomini dormivano ancora». Un giudizio che contribuisce, insieme a tanti altri, a dipingere Leonardo come privo di interlocutori, contribuendo a farne una figura mitica, dimenticando che tra gli uomini ancora addormentati si annoverano personaggi come Regiomontano, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Luca Pacioli, Nicolò Copernico, solo per citarne alcuni.

venerdì 15 luglio 2016

Il periodo d’oro della matematica italiana

Il Congresso Internazionale di Roma

Giorgio Parisi
Nella società in cui viviamo la matematica svolge un ruolo essenziale, sia nelle scienze di base che nelle applicazioni tecnologiche, ed è ormai considerata uno strumento fondamentale per lo sviluppo di un paese moderno. Lo hanno capito bene Svezia, Finlandia, Germania, Francia (oltre i soliti Giappone e Stati Uniti) che riservano adeguati investimenti alla ricerca scientifica e matematica in particolare, consentendo uno sviluppo delle conoscenze in grado di sostenere la forte competizione mondiale. Molto lontana sembra la situazione italiana che ormai da decenni si attesta agli ultimi posti per innovazione e ricerca, il che testimonia, al di là delle roboanti dichiarazioni elettorali, un completo disinteresse da parte delle classi dirigenti per il ruolo della scienza nello sviluppo della cultura nazionale e del sistema industriale. Disinteresse che ha spinto recentemente il professor Giorgio Parisi a lanciare in rete la petizione Salviamo la Ricerca Italiana, che sta raggiungendo rapidamente le 75000 adesioni e che invita l'«Unione Europea a fare pressione sul Governo Italiano perché finanzi adeguatamente la ricerca in Italia e porti i fondi per la ricerca a un livello superiore a quello della pura sussistenza», richiamando «il Governo Italiano a fare il suo dovere in questo settore cruciale per il futuro del paese».

sabato 9 luglio 2016

Un processo evitato, un’inchiesta dimenticata

Galileo Galilei e il suo rapporto con l’astrologia

Justus Sustermans, Galileo Galilei
«Non senza invidia sento il suo ritorno a Padova, dove consumai li diciotto anni migliori di tutta la mia età». Così scriveva Galileo Galilei al filosofo Fortunio Liceti nell’estate del 1640 da Arcetri, luogo dove era stato esiliato dopo la conclusione del ben noto processo. E nelle sue parole non possiamo non leggere, oltre alla nostalgia per un periodo di grandi scoperte, un certo rammarico per l’abbandono di un ambiente culturale e politico che sicuramente l’avrebbe messo al riparo dagli attacchi dell’Inquisizione, consentendogli di vivere gli ultimi anni della propria vita da uomo libero. Attacchi ben precedenti l’inizio del “caso Galileo” e risalenti addirittura al 1604, anno in cui l’Inquisitore di Padova aprì un procedimento giudiziario contro due professori della locale università. Uno di essi era proprio Galileo Galilei «imputato d’aver insegnato che gli astri avevano forza di necessitare le azioni umane» e, secondo la testimonianza di uno scrivano assunto da Galileo per ricopiare i suoi trattati, estensore di temi astrali e pronostici. Un vero astrologo!

venerdì 1 luglio 2016

I Congressi degli scienziati italiani

Matematici, fisici, chimici e naturalisti protagonisti del processo unitario


Giuseppe Garibaldi
Mazzini, Garibaldi, Cavour, sono solo alcuni dei nomi che ricorrono più spesso nelle celebrazioni degli anniversari dell’Unità d’Italia. Così è avvenuto nel 2011, anno particolarmente importante essendo passati centocinquant'anni dalle vicende unitarie, che è stato ricco di manifestazioni di ogni tipo, mostre, convegni, spettacoli che hanno coinvolto l’intera penisola. Tra tutte le iniziative alcune sono state dedicate a personaggi come Enrico Betti, Luigi Cremona o Francesco Brioschi. Patrioti? Politici? Rivoluzionari? Anche, ma soprattutto matematici!

La scienza, non certo più limitatamente di qualunque altro aspetto della cultura di un popolo, riversa sulla società stimoli, risultati, modi di pensare e di interpretare la realtà che ci circonda, anche quando non viene supportata adeguatamente, come è avvenuto spesso e avviene ancora oggi in Italia. E dalla società stessa ne è influenzata, in diversa misura a seconda dei periodi storici, subendo o avvantaggiandosi degli interessi economici del momento, degli equilibri politici e delle scelte delle classi dirigenti in merito a programmi e finanziamenti. Ne è una prova la petizione Salviamo la Ricerca Italiana, lanciata in rete dal fisico Giorgio Parisi che sta raggiungendo rapidamente le 75000 adesioni e che invita l'«Unione Europea a fare pressione sul Governo Italiano perché finanzi adeguatamente la ricerca in Italia e porti i fondi per la ricerca a un livello superiore a quello della pura sussistenza», richiamando «il Governo Italiano a fare il suo dovere in questo settore cruciale per il futuro del paese».

Questo processo di integrazione con la società ha caratterizzato l'impresa scientifica dall'inizio della storia italiana. Il ruolo della scienza nel processo unitario, anche se spesso sottovalutato perché ritenuto irrilevante, è stato importante e si articola in tre momenti principali. Oltre alla partecipazione alle battaglie vere e proprie (a cominciare da quelle dei moti del '48) e alla costruzione dello stato unitario andando a ricoprire importanti incarichi istituzionali, gli studiosi italiani hanno contribuito alla nascita della nazione Italia innanzitutto, sia in ordine di tempo che di importanza, con l'organizzazione dei Congressi degli scienziati italiani.

giovedì 28 aprile 2016

Etnomatematica: la matematica è un prodotto culturale?

Pietre incise, bastoncini intrecciati, linee sulla sabbia: anche questa è matematica

Donna disegna un Kolam
espressione della filosofia Tamil Nadu
(India meridionale)
Un’immagine della matematica che ha tradizioni lontane e autorevoli, la descrive come un corpus di conoscenze universale, profondamente unitario e dalle grandi potenzialità applicative. È il frutto della fatica di generazioni di uomini che hanno contribuito alla costruzione di un edificio dove nulla si demolisce: le novità arricchiscono i vecchi saperi e non li cancellano.

Questa visione lineare dello sviluppo della matematica, integrata dalla consapevolezza del tributo che le conoscenze attuali devono anche a civiltà diverse da quella greca, come quelle fiorite in Egitto, Mesopotamia, India, Cina e nel mondo arabo, si porta dietro, inevitabilmente, l’idea che i concetti matematici seguano un unico percorso comune attraverso le diverse culture. Una successione di tappe di complessità via via crescente porta gli uomini a contatto con una realtà matematica indipendente dalle diverse tradizioni culturali.

Ma se la matematica affonda le sue radici nelle civiltà di tutto il mondo, perché non studiarla come prodotto delle società che la esprimono? A questo provvede l’Etnomatematica.

martedì 12 gennaio 2016

La calunnia è un venticello…

Fraintendimenti e discredito sono le nuove armi dei creazionisti per combattere le idee di Darwin

Lo splendido film del 1960 dal titolo “E l’uomo creò Satana!”, interpretato da Spencer Tracy, Fredric March e Dick York, ripercorre una vicenda (Il “processo delle scimmie”) degli anni ’20 dello scorso secolo che vide protagonista John Thomas Scopes, un insegnante dello stato del Tennessee colpevole di aver violato il cosiddetto “Tennessee Butler Act”, una legge che proibiva l’insegnamento di qualunque teoria sull’origine dell’Uomo che non fosse conforme alla versione della creazione contenuta nella Genesi.

Complice il bianco e nero del film e la presenza di grandi attori che solo chi comincia ad avere i capelli bianchi conosce bene, viene spontaneo pensare che problemi del genere, negli Stati Uniti del terzo millennio, siano solo un ricordo lontano. Ma non è così.